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La Festa dei Frutti Dimenticati è anche approfondimento e divulgazione.
La tematica delle antiche varietà di frutti è ricca di numerose sfaccettature e rappresenta una materia di studio pressoché infinita.
Racconta la storia dei nostri nonni, ma risale il suo corso ancora di più. Percorre a ritroso i secoli e così facendo acquisisce un significato ancora più profondo e importante. I Frutti Dimenticati sono parte della nostra identità, preservano e raccontano le tradizioni rurali di un tempo e ci parlano di un mondo più puro, dove la diversità è un punto di forza, dove i sapori sono più autentici, dove non è solo l’occhio a volere la sua parte. Sono l’emblema più concreto e rappresentativo di una biodiversità che continua a sopravvivere, nonostante ferita e braccata da un mondo globalizzato che tenta ogni giorno di omologare ed appiattire gusti, profumi, sapori e colori.

Alla Festa dei Frutti Dimenticati interverranno numerose ospiti che approfondiranno il tema sotto numerosi aspetti e porteranno un contributo importante alla missione divulgativa della manifestazione.
 
DOMENICA 9 OTTOBRE - ORE 16:00 - PIAZZA ORIANI “ I FRUTTI MINORI E LE BACCHE" Nuova fonte energetica per la nostra alimentazione

CARLO PAGANI, maestro giardiniere per antonomasia, ha fatto della sua passione la propria professione, cominciando a sette anni rubando talee di rose alle vicine di casa, ha coltivato piante fino a diventare imprenditore nella costruzione di giardini e introducendo in Italia il collezionismo di rose e frutti antichi. Ha pazientemente atteso che i suoi figli lo sostituissero in azienda per potersi finalmente dedicare alla divulgazione. Afferma convinto che la sua vitalità gli deriva dall’essere nato dalle macerie del dopoguerra e aver fatto dei giochi da bambino il gioco professionale da grande. Dal 2002 è autore e conduttore di numerose rubriche televisive in onda su Rai3, Sky, e altri canali televisivi. Da 20 anni è titolare di una rubrica fissa sulla rivista Gardenia . Ha realizzato diversi DVD sul giardinaggio distribuiti con i quotidiani La Stampa, Il Resto del Carlino e Il Giorno. Ad oggi ha pubblicato 10 libri con editori Giunti, il Sole 24 Ore, Vallardi, Maggioli, Pendragon e Cairo. A chi gli chiede se preferisce essere chiamato paesaggista, scrittore o giornalista risponde “… dopo 50 anni vissuti con le piante chiamatemi semplicemente maestro giardiniere”.
 
SABATO E DOMENICA 8,9,15,16 OTTOBRE - ORE 15:30 - PIAZZA ORIANI “ PROFUMI, SAPORI E SEGRETI DEI FRUTTI DIMENTICATI"

GIUSEPPE "BEPPE" SANGIORGI ha fatto della ricerca e della tutela delle antiche tradizioni agricole un mestiere e una missione.
Storico, scrittore, giornalista e documentarista, autore di numerosi libri tra cui “I frutti dimenticati – storia e tradizioni popolari”, “Romagna mitica terra, piccola guida sentimentale” e “Sotto le coperte non c’è miseria”. Nelle quattro giornate di festa affronterà il tema dei frutti dimenticati attraverso storie, aneddoti, curiosità. I frutti antichi sono emblema non solo di un patrimonio di gusti e sapori infinito, ma soprattutto di un “mondo che fù”, di un vivere e sapere contadino che si sta lentamente perdendo nel tempo.
Insieme a lui sarà presente il Professore Roberto Rinaldi Ceroni, agronomo e docente, grande conoscitore ed esperto di colture locali, piante officinali e antiche varietà da frutto.
Insomma, la parte “letteraria” incontra la parte “scientifica”, e attraverso una ricca degustazione di numerose varietà di frutti si viene a contatto con un mondo incredibile fatto di storie, tradizioni e delizia.
 
DOMENICA 16 OTTOBRE - ORE 16:30 - PIAZZA ORIANI “ FRUTTA D’ARTE tra storia, paesaggio e tradizioni"

Elemento fondamentale della cultura rurale e del paesaggio, le piante da frutto erano nutrimento per tanti e per tutto l'anno, ma anche molto di più.
Nelle campagne e nelle città, segnavano le stagioni e i paesaggi, le strade, i confini e i luoghi importanti; erano legno per i mobili fondamentali, ombra ristoratrice per l'estate, punto di riferimento nei viaggi e negli spostamenti.
Le piante da frutto erano anche forti simboli, religiosi o pagani, e per questo presenti nell'arte, popolare e nobile, segni di un linguaggio comprensibile a tutti.. Gli artisti nel periodo rinascimentale consideravano i frutti dal punto di vista simbolico ma riproducevano fedelmente le varietà evidentemente coltivate e diffuse al tempo, perché ben le conoscevano. Dunque per noi l’arte diventa una magnifica fonte di documentazione per riscoprirne le straordinarie connessioni con il materiale vegetale coltivato.

ISABELLA DALLA RAGIONE,Archeologa arborea, come ama definirsi, tra archivi, cronache e tradizioni, fa suoi saperi tradizionali legati al territorio. Scendendo in campo con piantumazioni e innesti, da anni, con dedizione, preserva colori, profumi e sapori antichi salvandoli dal loro oblio.
Agronomo, da molti anni si occupa dello studio e della salvaguardia della biodiversità vegetale in particolare di vecchie e antiche varietà locali di fruttiferi.
Nel 1985, insieme al padre Livio, ha fondato Archeologia Arborea, frutteto collezione a Città di Castello (PG), per attività di ricerca e di conservazione dei fruttiferi locali e del sapere tradizionale. È creatrice e presidente della Fondazione Archeologia Arborea, nata nel 2014 per dare un futuro allo straordinario patrimonio di varietà locali salvato dalla scomparsa e continuare l’attività e la salvaguardia della biodiversità. Nel Comitato scientifico figurano: Università di Perugia, Bioversity International e FAO. Ha svolto progetti su questo tema per molte Regioni (Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Umbria e Lazio) Comunità Montane e Province. Ha collaborato a lungo con l’Università di Perugia. Ha partecipato al progetto pilota Comunitario di gestione delle risorse genetiche in Vietnam.
Dal 2011 collabora con Pastilla Museum in Kolomna (Russia) e con la Fondazione Tolstoy in Ysanaya Polyana, Tula, sulla ricerca e salvaguardia delle antiche varietà russe di melo.
Al suo attivo ha molti articoli su riviste internazionali e diverse pubblicazioni tra i quali: Archeologia Arborea, Diario di due cercatori di piante 1997 Ali&No, alla quarta edizione; Tenendo innanzi frutta Petruzzi editore; Frutti ritrovati Mondadori Electa editore; L’occhio ammira e resta incantato Provincia di Terni editore, I pregiati perzichi di Papigno, ed. Provincia di Terni. Articoli su riviste e giornali di tutto il mondo: The New Yorker, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Geo edizione tedesca, greca, turca, bulgara, lettone, russa etc, Herald Tribune, La Repubblica, Il Corriere della Sera, New York Times. Diversi documentari su Rai, BBC, televisione Canadese e Russa. È presente nel film del 2013 The fruit hunters (i Cacciatori di frutta) del regista canadese Yung Chang. Ha ricevuto diversi riconoscimenti tra i quali nel 2009, a Roma in Campidoglio il Premio “I custodi della diversità del Mediterraneo”, da Bioversity International e Comune di Roma. Nel 2011 “Mimosa per l’Ambiente 2011” 21° edizione, dell’Associazione Donne Ambientaliste di Parma. Nel 2012 è stata insignita del titolo “Cavaliere dell’Ambiente” istituito da Comune di Cascia e Provincia di Perugia. Nel 2014 a Sorrento il “Premio Internazionale per l’Ecologia” (IV edizione) della Fondazione Verde Ambiente – Medaglia del Presidente della Repubblica. Nel 2016 a Roma in Campidoglio ha ricevuto il Premio speciale “Bandiera Verde Agricoltura” della Confederazione Italiana Agricoltori.
 
Il vino è uno degli ulteriori ingredienti della ricetta della Festa dei Frutti Dimenticati. Ma non un vino qualsiasi. Gli organizzatori dell’evento sono andati a ricercare prodotti particolari e squisiti che, come per i frutti, possano raccontare una storia di tradizioni e riscoperta culturale e gastronomica. La coltivazione della vite è quella che più di tutte rappresenta il mondo dei contadini locali. Amore e duro lavoro si fondono tra loro per dare vita ad un prodotto, il vino, che racchiude in sé tutti i sapori e i profumi di un territorio.

DEGUSTAZIONE VINI DA VITIGNI DIMENTICATI


Nelle giornate di Sabato 8 e Domenica 9 Ottobre il noto sommelier MIRCO MORINI vi accompagnerà alla scoperta dei prodotti della “Strada della Romagna” storica associazione che riunisce numerosi viticoltori del territorio. Verranno inoltre presentati i vini della cantina “Ancarani vini” di Oriolo dei Fichi e della illustre cantina “Leone Conti” di Faenza. Le degustazioni saranno accompagnate da piccole portate preparate per l’occasione dalla chef CATINA FAVA, storica proprietaria del “Ristorante Fava” conosciuto in tutta Italia per la sua cucina a base di erbe officinali e prodotti del territorio.
Prenotazione obbligatoria al numero 0546 73033, [email protected]

A PASSO TRA LE VIGNE DIMENTICATE”


Nelle giornate di Sabato 15 e Domenica 16 Ottobre. Degustazione vini romagnoli provenienti da vitigni recuperati in collaborazione con l ‘azienda agricola “PIAN DI STINTINO” e “TENUTE TOZZI”. Una inconsueta degustazione di vini eccezionali accompagnati dalle prelibatezze della chef Catina Fava dello storico Ristorante “Da Fava” . Non c’è nulla di più nobile del recupero di un antica vigna dimenticata. Passeggiando per le nostre strade di campagna se ne vedono tante. Diverse sono oramai in stato di abbandono, ghermite dai rovi, coperte dall’erba alta. Raccontano di un duro mondo abbandonato, di una campagna montana sacrificata e lasciata a se stessa. Capita però a volte che qualche agricoltore coraggioso decida di salvarla, di recuperala, di ridarle vita. Da questo segno di amore e di rispetto possono nascere vini incredibili, di gusto inaudito, ricchi di storia e di significato. Il noto sommelier MIRCO MORINI vi porterà alla scoperta di questi vigneti dimenticati e dei loro vini eccezionali.
Prenotazione obbligatoria al numero 0546 73033, [email protected]

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